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Tullio Righinetti 
parlamentare PLRT, cacciatore
5 maggio 2009: Interrogazione al Consiglio di Stato sull’Animal Liberation Front
31 marzo 2007: Investe un capriolo e insulta e sbeffeggia chi ha tentato di soccorrere l’animale ancora vivo

Appassionato cacciatore e pescatore, nonché relatore di oggetti parlamentari su queste tematiche
Righinetti è uno di quegli individui che si diverte a sparare a creature indifese, uno di quelli che ritiene la caccia uno sport, uno insomma che se le prende sempre con i più deboli. È un cacciatore, una di quelle spregevoli categorie che non si sono ancora estinte. Inoltre fa il farmacista, commercia cioè prodotti che, dopo essere stati testati da criminali incalliti, quali sono i vivisettori, e provocato la morte di milioni di animali, avvelenano milioni di esseri umani. Ora il panzone schiuma bava dalla bocca perché la polizia non riesce a catturare gli attivisti dell’Alf. 
Su forza, imbracci il fucile e vada a cercarli lui. Buffone!

Testimonianza pubblicata su InfoPINO.ch il 4 aprile 2007

Il capriolo ferito, la sensibilità del passante, lo squallore del politicante

Sabato 31 marzo mentre con la mia auto transitavo sulla strada cantonale tra Cureglia e Origlio ho avuto modo d’assistere ad una scena che mi ha toccato profondamente il cuore. Un capriolo era stato investito da un’auto e in seguito posto sul ciglio della strada.
Io appena mi sono resa conto dell’accaduto sono scesa dalla mia autovettura e mi sono precipitata ad accertarmi delle condizioni dell’animale, nella speranza di poterlo soccorrere.
Il capriolo era accovacciato a terra, cosciente e con i suoi grossi occhietti impauriti ci guardava. Io ho iniziato ad accarezzarlo per rassicurarlo e a verificare la gravità delle sue ferite. A quel punto l’uomo che lo ha investito a gran voce ha iniziato a dire che si trattava solo di un animale, che se fosse stato per lui l’avrebbe sgozzato immediatamente e che era il caso che io e le altre persone che si erano fermate ce ne andassimo. Poi ha ironizzato in modo sarcastico sul fatto che volevamo chiamare un veterinario o la protezione animali.
In quel momento ho capito che di fronte a me c’era una persona senza un minimo di sensibilità e senso morale. Ciò non mi ha stupito particolarmente perché purtroppo in più occasioni ho avuto a che fare con persone di questo genere.
Quello che invece mi ha rattristato e deluso profondamente è che quest’uomo non era una persona qualsiasi ma un gran consigliere di spicco e molto noto nel Luganese, che oltretutto rappresenta la mia ideologia politica.
Mi sono chiesta come possa una persona arrogante e insensibile come lui essere al potere per rappresentare e difendere il volere di chi lo ha eletto.
Quest’uomo è come si sol dire un «camaleonte»: davanti alle telecamere e all’opinione pubblica sa come presentarsi ma poi nella vita privata si comporta diversamente da quello che vorrebbe fare apparire.
Mi auguro vivamente che con i suoi comportamenti negativi non metta in cattiva luce i suoi colleghi e compagni di partito che a differenza sua lottano e si battono a favore dei cittadini.

La persona in questione è Tullio righinetti, che si dovrebbe vergognare di esistere (n.d.OffensivaAnimalista).

05/05/2009: Interrogazione di Tullio Righinetti
Animalisti e atti criminali: blocchiamo questo terrorismo!
Tullio Righinetti

Lo scorso mese di febbraio sono intervenuto in Gran Consiglio sulla Mozione presentata da Bill Arigoni dal titolo: “Servono ancora gli zoo? Riconvertiamo lo zoo di Magliaso.” Dopo avere esposto la mia posizione, che non mette conto riprendere in questo atto parlamentare, avevo ricordato le operazioni da commando rivoluzionario messe in atto da persone che non ho esitato, e non esito, a definire criminali. Questi individui affermano di fare parte del non ben definito Alf, (Animal liberation Front), una associazione segreta nata in Inghilterra nel 1975, che avrebbe aderenti e sezioni in tutta l’Europa se non addirittura nel mondo intero.
Al Consiglio di Stato avevo chiesto formalmente informazioni esaustive ed aggiornate sull’esito delle indagini di polizia che sarebbero in atto.
Purtroppo la Consigliera di Stato responsabile del messaggio in discussione, non era in grado di dare adeguati chiarimenti sull’oggetto, d’altra parte in quell’occasione il capo dicastero della Polizia Cantonale non era presente.
Così concludendo avevo preannunciato un’interrogazione affinché il Parlamento, ma soprattutto il Paese, venisse informato. Lo faccio oggi stimolato anche da nuovi fatti e altrettante nuove minacce per il futuro.

Dopo i gesti criminali perpetrati a Magliaso a danno di una proprietà privata nel 2007 con danni materiali ingenti, sia strutturali sia con la perdita di animali di grande valore, si è registrata una analoga operazione contro una persona che praticava la nobile arte della falconeria con scopi didattici e storici e non certo per procurasi carne da mangiare. Poi i fumogeni lanciati contro uno spettacolo del Circo Nock, con messa in pericolo di molte persone accompagnate da bambini, senza dimenticare i furgoni, appartenenti a commercianti di carne dati alle fiamme a Giubiasco e a Cadenazzo. Ora, è storia recente, sono state rotte vetrine e attaccate macellerie, ree di “squartare capretti” destinati alle tavole pasquali. Si è trattato e si tratta di vere azioni di guerriglia, non certo di semplici bravate studentesche.
Nel mese di aprile il C.d.T. ha riferito di una lettera minatoria giunta in redazione e ha ampiamente informato sulla storia di questo anomalo movimento. Sul caffè di domenica 3 marzo è apparso un dettagliato servizio, si tratta addirittura di una intervista segreta ad alcune persone che non solo si sono vantate della loro “missione”, ma hanno prospettato nuovi interventi e in particolare contro il nuovo macello cantonale.

Dopo oltre due anni dai noti fatti di Magliaso, seguiti da altre analoghe operazioni criminali, nulla si sa sugli autori e soprattutto non è noto a che punto si trovino le indagini di Polizia. Ho personalmente fiducia nella nostra Polizia, alla quale ho sempre manifestato, nella mia attività parlamentare, stima e sostegno. Tuttavia sono perplesso di questi ritardi, e mi chiedo, come molti ticinesi, a che punto siano le indagini, meravigliandomi di non vedere risultati concreti a distanza di tanto tempo.
L’articolo apparso sul Caffè dal titolo “Colpiremo il macello cantonale!”, frutto di una intervista in un pubblico esercizio tra un giornalista del domenicale e alcuni responsabili dell’ALF, deve fare pensare. Si tratta, a non averne dubbi, di una minaccia allo Stato di diritto che preoccupa la popolazione, e non può né deve lasciare indifferenti le autorità. Una forma di apologia del crimine finalizzato al fanatismo animalista.
Detto questo interrogo l’esecutivo a sapersi: cosa ne pensa il CdS di questo Alf e dei suoi fanatici aderenti. Li considera veri criminali in grado di mettere in pericolo le strutture private e i cittadini stessi, o li reputa semplicemente dei… gogliardi? A che punto sono le indagini, visto che sono passati oramai anni, e che in alcuni casi esistevano tracce non da poco per individuare gli autori?

Al di là della libertà di stampa, sacrosanta, il CdS considera accettabile che un gruppo di criminali possa restare nell’incognito, dopo un colloquio in luogo pubblico, nel corso di un incontro che viene definito “semiclandestino”, nel quale, non solo è stata ammessa la paternità delle operazioni criminali, ma sono stati pure prospettati nuovi atti illeciti e fatte gravi minacce per l’ordine pubblico ?
Cosa intende fare il Governo per evitare future operazioni di questo tipo, ora che addirittura sono stati indicati gli obiettivi tramite stampa?
Una rapida ed esaustiva richiesta alle domande poste è indispensabile per tranquillizzare l’opinione pubblica, oltre che i proprietari chiaramente indicati.

Tullio Righinetti, deputato PLR in Parlamento

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